CON SARA E SANDRO NEL CUORE, PER L’ANARCHIA.

Di seguito uno stralcio della dichiarazione resa a fine marzo dalla compagna anarchica Marianna Manoura in occasione dell’inizio del processo in Grecia per il caso Ampelokipoi. Parole vive che leggiamo pensando allx nostrx compagnx Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti a Roma lo scorso 19 marzo.

“Non andrò al processo per chinare il capo né per rinunciare alle mie idee e alle mie responsabilità. Ma non concederò loro nemmeno un giorno in più di libertà per azioni che non ho commesso e per le quali non esiste alcuna prova a sostegno. Inoltre, in questo processo, l’obiettivo principale è la salvaguardia della memoria rivoluzionaria del compagno. La testimonianza di tutti quegli elementi che lo rendono un compagno e una persona così unica e indispensabile. Ecco qual è, per me, la posta in gioco di questo processo: il prevalere dell’immagine del compagno Kyriakos così come lo conoscevamo, abbiamo conosciuto e abbiamo vissuto. Un uomo profondamente rivoluzionario che, al di là del suo impegno e della sua presenza sul campo, ha deciso di affinare il suo modo di agire nonostante le avverse condizioni in cui si è trovato. Questa è l’eredità che spero un processo del genere lasci. Un’eredità di dedizione e fedeltà alla visione rivoluzionaria, anche di fronte alla sfida più grande. Il segno di solidarietà e di difesa dei progetti che ci vedono continuamente e concretamente contrapposti a chi opprime le nostre vite e al fianco di chi lotta con ogni mezzo. La dignità e l’orgoglio che si addicono alla nostra area politica, dalla quale emergono combattenti come Kyriakos. Persone che non si tirano indietro, che non scendono a compromessi e il cui sguardo scintillante basta a illuminare anche il percorso più difficile.
Ma anche Kyriakos sarà lì. È lì che batterà il suo cuore. Accanto a me e a tutti gli imputati. Accanto ai suoi compagni. Sarà lì perché sa che la lotta per la memoria è una questione collettiva e non solo necessaria, ma essenziale. È essenziale affinché un movimento esista e abbia un futuro. Perché le storie di chi è caduto hanno ispirato gli altri a ribellarsi. E anche se il peso della perdita ci piega le ginocchia, basta uno sguardo ai suoi occhi scintillanti perché la fatica si condivida e la paura si attenui. E se a un certo punto dovessimo scoraggiarci, basterà uno sguardo al suo sorriso sincero per ricordarci che nulla è finito.
Con Kyriakos al nostro fianco, sta a noi, dentro e fuori le mura, ribaltare i termini del processo, sia prima che durante lo stesso. Per porre fine all’ingiustizia che è diventata legge, al pregiudizio che è diventato abitudine. Per percepire la giustizia come un campo di battaglia e il processo come un conflitto politico. Poiché il campo è già minato, si tratta di una battaglia impari in cui non c’è via di mezzo. O ci si arrende o si combatte fino alla fine. E quello che posso dire con certezza è che io, e sicuramente Kyriakos, sceglieremmo la seconda opzione. Abbiamo ragione, vinceremo.

KYRIAKOS XYMITIRIS SEMPRE PRESENTE!
ONORE PER SEMPRE ALLA COMPAGNA ANARCHICA SARA ARDIZZONE E AL COMPAGNO ANARCHICO ALESSANDRO MERCOGLIANO!
LO STATO E IL CAPITALE SONO GLI UNICI TERRORISTI!”

Marianna Manoura
Prigione femminile di Korydallos

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