Vecchi mostri si riaffacciano dalle discariche ideologiche con una nuova faccia (ma stessa anima). Le stesse idee che ritornano e vengono gettate via per poi essere rimanipolate e ripresentate come il nuovo che avanza. L’opportunismo diventa prassi e la teoria diventa un vortice astratto. In un continuo flusso circolare che si rappresenta sempre uguale, degno figlio della società dello spettacolo.
Vicino ad un cassonetto vecchi sogni di libertà e conflitto attendono il passaggio di un netturbino che mai arriverà. Nella società dello spettacolo riciclabile il dirompente non ha spazio. Il dirompente non è riciclabile, non è riutilizzabile infinte volte per garantire la riciclabilità costante delle stesse forme di potere antagonista.
Tra le crepe dello Stato italiano e dello Stato antagonista la spazzatura abbandonata cospira il giorno della sua liberazione. Dai cassonetti abbandonati e dalle discariche in disuso germogliano alberi dal cibo andato a male. E in primavera, con un po di fortuna, fiori del conflitto sbocceranno da questi e rami e queste foglie urlando vecchie parole di libertà.
Non riclabile, estratti di lotta dalle crepe di Padova e dintorni.
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